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Il
palazzo - che prese il nome nel Settecento dal
suo più illustre proprietario, il Duca
Agostino Saluzzo di Corigliano - ha origini
più antiche.
Venne infatti edificato
a partire dal 1506 da Giovanni de Sangro dei
Duchi di Vietri su progetto dell'architetto
fiorentino Giovanni Donadio detto il Mormando.
Indicato dalle guide tra Sei e Settecento come
esempio di primo palazzo veramente moderno,
l'edificio risultava composto da due piani;
alle lesene doriche dell'ordine inferiore corrispondevano
lesene corinzie nel piano nobile sottolineato
da un inconsueto fregio classicheggiante a triglifi
e metope con panoplie, tuttora esistente.
Questo
assetto originario venne modificato da Agostino
Saluzzo che ne divenne proprietario nel 1727,
al culmine della sua potenza costruita su solide
basi terriere ed imprenditoriali.
Il Duca fece
aggiungere al preesistente un nuovo piano nobile
concepito come suo appartamento di rappresentanza.
Un palese intento celebrativo ispirò
la decorazione sia della Galleria grande che
del Cabinet qui collocati. Il primo ambiente,
di spettacolari proporzioni, ha la volta decorata
da stucchi dorati con una Gigantomachia tra
Episodi dell'Eneide, alle pareti dipinti con
Scene di mitologia greca.
L'intera decorazione,
databile alla seconda metà del XVIII
secolo, è forse di poco successiva alla
realizzazione del Cabinet.
Questo studiolo cubico,
decorato con intagli e sculture su un ininterrotto
rivestimento di specchi, fu realizzato nel 1732
su progetto dell'ingegnere Filippo Buonocore
che eseguì le parti ornamentali di gusto
"rocaille" mentre a Bartolomeo Granucci
spettano le parti plastiche con marcati influssi
veneziani e genovesi.
La raffigurazione delle
Stagioni, delle Virtù e delle Opere del
Duca, e delle Gesta degli Dei si colloca in
tempestiva sintonia rispetto alla temperie del
rococò europeo, costituendo un unicum
decorativo di grande importanza per l'affermazione
di tale linguaggio in area napoletana.
A seguito
di un attento restauro palazzo Corigliano è
oggi la prestigiosa sede di alcuni Dipartimenti
dell'Istituto Universitario Orientale.
(Ida Maietta)
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