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Il Succorpo del Duomo
Nel 1490 il cardinale Oliviero Carafa arcivescovo di
Napoli ottenne di poter trasferire in città le reliquie del corpo
di San Gennaro dall'abbazia di Montevergine dove erano conservate da
secoli.
I lavori per ricavare la cappella nella parte sottostante il presbiterio
furono iniziati, non senza incontrare notevoli difficoltà di
carattere tecnico, nel 1497.
Nel 1501 furono alzate le colonne e nel 1506 fu consacrata.
Si tratta, dal punto di vista decorativo e scultoreo, dell'insieme più
significativo del Cinquecento meridionale, sia per la qualità
e l'omogeneità della realizzazione che per il suo stato di conservazione.
Tradizionalmente attribuita, oltre che per la direzione dei lavori di
scultura, anche per la parte architettonica, al comasco Tommaso Malvito,
è stato di recente supposto che questi sia stato solo il traduttore
di un progetto di Bramante.
Il vano, diviso in tre navate scandite da colonne, è interamente
rivestito di marmi scolpiti.
La decorazione si compone di lesene con grottesche ed elementi allegorici
che ornano gli altaroli laterali e di fondo, e di una serie di altorilievi
raffiguranti la Madonna col Bambino, al centro, attorniata dagli Apostoli
e dai Dottori della Chiesa.
Nell'esecuzione dei marmi Tommaso Malvito ebbe come aiuti il figlio
Giovan Tommaso, Nunziato d'Amato, ed altri.
Le porte bronzee sono su disegno del Malvito.
Le scale di accesso erano decorate con rilievi mitologici ed allegorici
tolti nel 1741-44. Notevolissima è la scultura che raffigura
il Cardinale Carafa orante, un tempo attribuita allo stesso Malvito,
ed ora ritenuta di un ignoto scultore romano.
Nell'abside una cassa bronzea del 1511 racchiude un vaso medievale in
cui sono conservate le ossa del Santo.
(Gian Giotto Borrelli)
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